Le novità introdotte dal Decreto Legislativo 14/2019: verso la responsabilizzazione dell’impresa

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È stato emanato il Decreto Legislativo 12 gennaio 2019 n. 14, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 38 del 14 febbraio 2019 che introduce, tra l’altro, nell’ordinamento italiano il nuovo codice sulla crisi d’impresa e dell’insolvenza che prevede una svolta culturale epocale disponendo la scomparsa dall’ordinamento dei termini fallito e fallimento, nonché l’introduzione di una serie di strumenti atti a segnalare tempestivamente l’emergere della crisi aziendale.
Oltre a tali innovazioni, che entreranno in vigore trascorsi i 18 mesi dalla pubblicazione della norma (e pertanto a partire da settembre 2020), il predetto decreto si caratterizza per aver determinato l’entrata in vigore, a decorrere dal 16 marzo 2019 anche della modifica di determinati articoli del codice civile che regolano il diritto societario, soprattutto con riferimento alla tipologia societaria della società a responsabilità limitata.
Le principali innovazioni in quest’ultimo settore riguardano: l’ampliamento dei poteri e delle responsabilità per il collegio sindacale ed il sindaco unico; l’introduzione di nuovi doveri per gli amministratori che sono chiamati ad istituire in primis un assetto organizzativo adeguato per ogni tipologia societaria e la previsione dell’ipotesi di piena e diretta responsabilità degli amministratori di società a responsabilità limitata nei confronti dei creditori della compagine sociale.
Nel dettaglio, per quanto concerne tale ultima innovazione, introdotta per effetto della novella apportata all’art. 2476 c.c., gli amministratori di società a responsabilità limitata sono chiamati, pertanto, a rispondere nei confronti dei creditori sociali per l’inosservanza degli obblighi di conservazione del patrimonio sociale, cosi come già previsto per le società per azioni. La riforma detta un’ulteriore marcatura nella continua assimilazione della Srl alla spa, precisando altresì che la eventuale rinuncia all’azione sociale verso l’amministratore infedele da parte della società non impedisce l’esercizio di tale iniziativa da parte dei creditori sociali. Infine, viene introdotta anche la facoltà, da parte dei creditori sociali, di procedere direttamente a carico degli amministratori per il ristoro dei danni imputabili al ritardo degli amministratori nel richiedere la messa in liquidazione della società al verificarsi di una causa legale di messa in liquidazione o alla commissione di atti o fatti che abbiano inciso sulla dispersione o diminuzione del patrimonio sociale
La seconda grande innovazione per le società a responsabilità limitata riguarda la obbligatorietà, anche per le piccole-medie società di istituire o nominare un organo di controllo (sindaci) o un revisore. Tale obbligo scatta automaticamente qualora la società abbia superato, per due esercizi consecutivi, uno dei presupposti fissati dalla normativa, ossia: un totale attivo patrimoniale o ricavi per vendite e prestazioni pari o superiore a 2.00.000,00 di Euro, o un numero dei dipendenti, in media, durante l’esercizio, pari a tre unità. Viene altresì previsto che, nel caso di inerzia della società nella nomina di tali organi, tale incombente possa avvenire a cura del Tribunale anche su segnalazione del Registro delle Imprese.
A tali nominati organi viene altresì concessa la possibilità di chiedere al Tribunale il controllo giudiziale della società ai sensi dell’art. 2409 c.c., nonché la possibilità, di attivare in caso di esistenza di fondati indizi di crisi, la procedura di allerta prima nei confronti degli amministratori o del consiglio di amministrazione e, qualora questi ultimi restino inerti, dell’Organismo di composizione della crisi d’impresa. Costoro, infine, in caso di irreversibilità della difficoltà societaria, potranno richiedere la liquidazione giudiziale della società.
Il significato che si trae complessivamente dalle riforme introdotte è indicativo dell’intenzione del legislatore di favorire, da un lato, la responsabilizzazione dell’imprenditore e, dall’altro, l’accesso delle imprese sia a procedimenti di composizione assistita delle crisi, che alle procedure concorsuali. D’ora in poi, infatti, gli amministratori sia di società di persone (in qualunque modalità essi operino) sia di società di capitali, dovranno infatti adoperarsi per istituire un assetto societario non solo organizzativo, ma anche amministrativo e contabile, che sia adeguato alla natura ed alle dimensioni dell’impresa. Ciò anche per favorire la solerte attivazione, in caso di crisi della società, di uno degli strumenti previsti dalle istituzioni per l’eventuale superamento.
Pertanto, a fronte delle modifiche sopra richiamate, appare chiaro l’intento del legislatore di frenare la proliferazione di società a responsabilità limitata che venivano poi lasciate al loro destino, responsabilizzando l’esercizio dell’attività di impresa. Le società, per effetto della riforma, dovranno quindi verificare con maggior attenzione l’adeguatezza del proprio assetto organizzativo e porre in essere condotte utili a consentire la conservazione del patrimonio aziendale, consultando i loro consulenti di fiducia.

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